GADGET AZIENDALI – ABBIGLIAMENTO PROMOZIONALE

Carta ecologica e carta riciclata: soluzioni green per salvare gli alberi!

Tempo di Lettura: 4 minuti

Secondo una stima del WWF da un pino di diametro medio si ricava un metro cubo di legno, con il quale si producono 159 risme di carta. Una risma di carta è composta da 500 fogli, quindi da un albero si ottengono 79.500 fogli di carta. Da un’analisi di Greenpeace il consumo pro capite di carta degli italiani è tra i più alti del mondo con ben 80 risme di A4 all’anno: ciò significa che ognuno di noi consuma circa un albero ogni due anni! Nel processo per ottenere una tonnellata di carta si impiega una quantità di cellulosa vergine contenuta in 15 alberi e si consumano oltre 400 mila litri d’acqua: un impatto ambientale enorme da tenere in considerazione quando si acquistano libri, quaderni e carta per stampare!

La produzione di carta riciclata si basa sulla raccolta, produzione e riciclaggio di prodotti di carta pre e post-consumo. Pre-consumo quando si tratta degli scarti di produzione delle cartiere; post- consumo è invece tutta la carta e i vari packaging che comunemente utilizziamo e ricicliamo negli appositi bidoni per la raccolta differenziata. Il nostro impegno è fondamentale: 100 fogli di carta nuova, opportunamente trattata, consentono di ottenere fino a 80-90 fogli di carta riciclata!


La materia prima della carta riciclata non è quindi fornita dagli alberi ma dai rifiuti. Rifiuti che in alcuni casi, come per la Carta Crush di Favini, derivano dall’industria alimentare.

Favini Crush: la carta riciclata dalla frutta

Residui di agrumi, uva, ciliegie, lavanda, mais, olive, caffè, kiwi, nocciole e mandorle: queste le materie prime naturali, salvate dalla discarica, che il celebre marchio Favini utilizza per produrre la carta ecologica CRUSH. Colorazioni naturali irresistibili al tatto: quale migliore gadget di un quaderno realizzato con gli scarti dell’uva per una cantina o un’azienda vinicola?

Crush è una carta a basso impatto ambientale, sia in termini di prodotto che di energia! La produzione avviene interamente nel loro stabilimento di Rossano Veneto, utilizzando gli scarti di lavorazioni agro-industriali – che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente dagli alberi – e energia verde al 100% (EKOenergia).

Quaderno riciclato con frutta personalizzato
FONTE: www.favini.com

La carbon footprint (il parametro che viene utilizzato per stimare le emissioni gas serra generate) della carta Crush, prodotta da scarti alimentari con energia green, è ridotta del 20%. Per azzerare le emissioni residue e aumentare il proprio livello di Corporate Climate Responsibility, Favini ha scelto inoltre di acquisire Carbon Credit per finanziare attività in grado di assorbire la CO2 nell’atmosfera.

Carta di erba: dalla natura per la natura

Un intenso profumo di natura e una colorazione estremamente evocativa: una proposta originale ed accattivante nel segno della sostenibilità.

Quaderno in carta di erba con logo

La materia prima in questo caso è una risorsa sempre disponibile in natura, non soggetta a stagionalità, che viene raccolta in aree ad agricoltura estensiva e di compensazione ecologica.

Un mix di fibre di erba essiccata e cellulosa vergine certificata FSC, circolare nel suo processo produttivo e di consumo: proviene dalla natura e alla natura viene restituita in quanto prodotto riciclabile e compostabile.

Blocco appunti compostabile personalizzato

Carta di pietra: resistente e… subacquea!

Taccuino in carta di pietra con logo

Un’altra alternativa alla cellulosa degli alberi per la produzione della carta è il carbonato di calcio. La carta di pietra, o carta minerale, è composta per l’80% da polveri minerali (Carbonato di Calcio) e per il 20% da resine naturali. Il calore elevato necessario per fissare gli ingredienti crea un substrato particolarmente resistente allo strappo e inalterabile al contatto con l’acqua. Ma in termini di impatto ambientale? La carta pietra si comporta sorprendentemente bene anche da questo punto di vista: in quanto priva di fibre assorbe il 30% in meno dell’inchiostro durante la stampa e, se esposta al sole e all’acqua, è biodegradabile in un periodo che varia dai 3 ai 9 mesi.

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